Comandante, di Edoardo de Angelis con Pierfrancesco Favino
Il film “Comandante” di Edoardo De Angelis, con Pierfrancesco Favino nel ruolo principale (2023), inizia con un vecchio uomo, forse Omero, che scrive versi in…
Il film “Comandante” di Edoardo De Angelis, con Pierfrancesco Favino nel ruolo principale (2023), inizia con un vecchio uomo, forse Omero, che scrive versi in…
Gustave Flaubert disse “Madame Bovary c’est moi!” (Madame Bovary sono io!) ma, di questi tempi, si potrebbe anche dire che tutti noi siamo Madame Bovary…
Quante volte ci è capitato di finire un libro e desiderare di conoscere l’autore ed essere un suo amico? (Perdonatemi, quest’ultima è un’idea che ci passa Salinger ne Il giovane Holden ma il concetto, in fin dei conti, vale sempre).
Con Madame Bovary succede più o meno la stessa cosa; magari più che essere amici di Flaubert preferiremmo essere amici di Emma e, così, mostrarle che anche noi siamo vittime della cattiva letteratura e delle verità distruttrici.
In viaggio contromano (The Leisure Seeker) di Michael Zadoorian è un “romanzo di viaggio” molto poetico e commovente. Due anziani coniugi, Ella, malata di cancro e John, colpito da Alzheimer, partono per un viaggio, molto probabilmente l’ultimo, attraverso gli Stati Uniti, partendo da Detroit, per arrivare a Disneyland.
Il racconto è narrato in prima persona da Ella, una donna piena di energia, nonostante la malattia e le numerose chemioterapie subite, che ha programmato tutto il viaggio, lungo la mitica Route 66 (o quel che ne rimane). Il romanzo è un’occasione per scoprire l’America, come era negli anni 60, quando Elle e John andavano in vacanza con il camper attraverso gli States con i figli piccoli, e come è diventata ora, negli anni 2000 e allo stesso tempo è un viaggio nel pensiero, nelle emozioni e nella quotidianità faticosa e a volte frustrante di questi due anziani protagonisti, narrato con molta delicatezza e passione.
Autore: Daniel Keyes
Titolo: Fiori per Algernon (Flowers for Algernon)
Editore: TEA
Altro: ISBN: 9788850241910; 11,00€; 314 pp; genere: fantascienza; I ed. orig 1966; questa ed: 2015; traduzione di Bruno Oddera
Voto: 8/10
Tanti anni fa, quando ero giovane e iniziavo a interessarmi di fantascienza, facevo largo uso della biblioteca comunale. I libri sono a vista e si possono consultare prima di prenderli. Uno sguardo alla copertina, una lettura veloce di qualche pagina a caso, l’umore del momento e la scelta era fatta.
Qualche mese fa mi ritornò in mente un racconto. Ricordavo che era in una antologia, ma non ricordavo quale. Non ricordavo né l’autore né il titolo del racconto.
Ricordavo solo che era un diario in prima persona, che il protagonista era un ritardato mentale e che quindi il diario iniziava tutto sgrammaticato. Poi a quest’uomo veniva fatta un’operazione al cervello e piano piano diventava intelligente e la sua scrittura migliorava. Eccetera eccetera.
Sapevo a chi chiedere per trovare titolo e autore del racconto, ma ai primi di febbraio mi sono trovato alla libreria Feltrinelli in Duomo, a Milano, davanti allo scaffale dei libri di fantascienza. I fiori per Algernon, vedo. Un titolo mai sentito prima. Leggo la prima pagina. Sorpresa! Era il racconto che mi tormentava da mesi!
Le nostre recensioni letteriarie [Libro] Storie della tua vita
"Lo zio Tom è morto" è un libro di Fernanda Pivano, pubblicato postumo, molto attuale, naturalmente se si tiene conto che è stato scritto circa 60 anni fa e quindi prima di Rosa Parks, Malcolm X, Martin Luther King e Barack Obama, in sostanza prima delle grandi lotte per i diritti civili e prima della Presidenza nera degli USA.
Il libro è diviso in due parti: la prima traccia una storia dei negri (e li chiama proprio così, NEGRI, perchè allora il termine non era considerato offensivo nemmeno dai negri stessi) dalle prime deportazioni agli anni '40 circa, mentre la seconda parte si occupa della vastissima produzione letteraria negra, partendo dai primi tentativi di scrittura, che scimmiottavano la scrittura dei bianchi, passando attraverso la produzione dei cosiddetti "mockingbirds", che appunto cercavano di imitare lo stile letterario bianco, dando vita, a volte, a delle bruttissime imitazioni, piene di luoghi comuni, di negri sorridenti e che parlano in maniera buffa (l'equivalente, in inglese, di "si badrone", tanto per intenderci) e di "mamies" grasse e bonaccione, sempre impegnate a fare torte per i bambini bianchi e a vestire le signorine delle famiglie bianche e così via, fino ad arrivare alle opere di Frederick Douglass o Langston Hughes, considerati tra i primi, veri scrittori negri di un certo spessore.
di Paolo Rausa Già nel film ‘La messa è finita’ del 1985 Nanni Moretti aveva introdotto la figura della madre, che non sopporta l’abbandono del…